
Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione 2026: fino a 300.000 € a fondo perduto per il tuo impianto
Un contributo a fondo perduto fino a 300.000 € può trasformare un investimento rimandato in un progetto concreto. La seconda edizione 2026 del Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione è rivolta alle imprese manifatturiere localizzate in specifici territori di Lazio e Marche e può coprire fino al 100% delle spese ammesse per il potenziamento, la riqualificazione o la realizzazione di un nuovo insediamento produttivo.
Per molte aziende questo può essere il momento giusto per modernizzare gli impianti, migliorare l’efficienza energetica e rafforzare la capacità produttiva. Il vantaggio è chiaro: non si tratta di un finanziamento da restituire, ma di un contributo pubblico che può arrivare fino a 300.000 € per impresa.
Che cos’è il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione 2026
Il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione sostiene gli investimenti delle imprese manifatturiere che operano nelle aree ammesse. L’obiettivo è favorire il rilancio produttivo, la riqualificazione delle attività esistenti e la nascita di nuovi insediamenti industriali.
Il contributo previsto è a fondo perduto e può coprire fino al 100% delle spese ammesse, entro il limite massimo di 300.000 € per ciascuna impresa. Questo significa che, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni previste, l’azienda può realizzare un investimento senza dover restituire la somma ricevuta attraverso rate o rimborsi.
Cosa significa contributo a fondo perduto
Un contributo a fondo perduto non genera un debito verso lo Stato: non prevede rate, interessi o restituzione del capitale. È un sostegno riconosciuto all’impresa per realizzare investimenti utili al miglioramento dell’attività produttiva.
Per un’azienda manifatturiera può rappresentare l’occasione per intervenire sugli impianti, aumentare l’efficienza energetica, contenere i costi di produzione e rendere la struttura più moderna e competitiva.
Quali investimenti possono diventare più accessibili
Il Fondo può rendere più sostenibili progetti di potenziamento, riqualificazione o nuovo insediamento produttivo. In questo percorso possono rientrare interventi impiantistici ed energetici progettati sulle reali esigenze dell’azienda, come impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, pompe di calore e soluzioni integrate per l’efficienza energetica della produzione.
Ogni progetto deve essere valutato in relazione alle spese effettivamente ammesse e alle caratteristiche dell’impresa. Per questo è importante partire da un’analisi tecnica accurata, così da definire un investimento coerente, sostenibile e correttamente dimensionato.
Scadenza del 30 ottobre 2026: perché bisogna muoversi subito
La finestra per la presentazione delle domande è limitata: lo sportello è previsto in apertura a fine agosto 2026 e la chiusura è fissata al 30 ottobre 2026. Dopo questa data, secondo le informazioni contenute nel documento di riferimento, non è previsto alcun prolungamento.
Il tempo, però, non è l’unico elemento decisivo. Per l’area di riferimento risultano disponibili 20 milioni di euro, assegnati fino a esaurimento e seguendo l’ordine cronologico di caricamento delle pratiche. Non basta quindi possedere i requisiti: è fondamentale arrivare preparati già nei primi giorni di apertura dello sportello.
Attendere le ultime settimane può aumentare il rischio di esclusione, sia per eventuali errori o documenti mancanti, sia perché le risorse potrebbero essere già state impegnate. Preparare in anticipo il progetto tecnico e la documentazione consente invece di presentare una domanda più solida e tempestiva.
A chi è rivolto il contributo
Il Fondo è destinato alle imprese del settore manifatturiero localizzate in specifici territori di Lazio e Marche. L’accesso non è automatico per tutte le aziende e non tutti i Comuni rientrano necessariamente nelle aree ammesse.
La prima verifica da effettuare riguarda quindi la sede dell’impresa, il settore di attività e la presenza degli altri requisiti richiesti. Solo dopo questa valutazione è possibile comprendere se il progetto può essere candidato e con quali modalità.
Perché affidarsi a BM Group
BM Group nasce dall’esperienza di BM Impianti, attiva dal 1976 nella progettazione e realizzazione di impianti su misura per le imprese del territorio. Da 50 anni l’azienda sviluppa soluzioni dedicate all’efficienza, alla produzione energetica e alla modernizzazione degli impianti industriali.
Fotovoltaico, sistemi di accumulo, pompe di calore e soluzioni energetiche integrate vengono progettati partendo dai consumi, dagli spazi disponibili e dagli obiettivi produttivi dell’impresa. Questo approccio consente di trasformare l’agevolazione in un intervento concreto, dimensionato sulle reali necessità aziendali.
Come prepararsi alla domanda
Il primo passo è verificare l’ammissibilità dell’impresa e del territorio. Successivamente è necessario definire il progetto, stimare i costi e predisporre con anticipo la documentazione utile alla presentazione della pratica.
Muoversi ora permette di evitare decisioni affrettate e di arrivare all’apertura dello sportello con un investimento già studiato. In una misura con risorse limitate e assegnazione cronologica, la preparazione può fare la differenza.
Richiedi una verifica preliminare con BM Group
Un impianto più moderno ed efficiente può aiutare l’impresa a ridurre i costi energetici, migliorare la capacità produttiva e affrontare con maggiore solidità le sfide del mercato. Grazie al Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione 2026, questo investimento può beneficiare di un contributo a fondo perduto fino a 300.000 €.
Contatta BM Group per una prima verifica della tua impresa e per valutare il progetto impiantistico più adatto. Prepararsi prima dell’apertura dello sportello significa aumentare le possibilità di presentare la domanda nei tempi utili, prima dell’esaurimento delle risorse disponibili.